Una mail di un lettore
Ciao a tutti, quest\'anno le feri esono state poche, ma ricche di bei momenti e d'incontri importanti. La scorsa settimana ero presente alla Tendopoli, raduno annuale di centinaia di giovani provenienti da tutta Italia, e il tema degli incontri era inGiustizia. Molti i personaggi che mi hanno fatto riflettere sulle ingiustizie subite e sul modo in cui le hanno affrontate, testimonianze sincere di Ela Gandhi (nipote del Mahatma Gandhi), Magdi Cristiano Allam (vice direttore del Corriere della Sera) e del ex Vescovo di Locri Mons. Bregantini. Proprio quest'ultimo mi ha lasciato nel cuore una frase che i giovani di Locri hanno scritto: "Ci siamo, ma non ci stiamo". Una frase che potrebbe diventare un programma d'impegno per molti ragazzi e ragazze del nostro paese, ci siamo con la nostra presenza e il nostro impegno, ma non ci stiamo al vecchio e corrotto modo di portare avanti l'amministrazione, il bene comune trasformato in bene per pochi, rinnovando il nostro senso civico e il nostro modo di vivere in mezzo agli altri. Tornato a Villa Rosa nulla è cambiato, ma era più forte il senso di nausea nei confronti di tutte quelle persone che continuano a scavare nel fango alla ricerca di maggior profitto personale e, in maniera sconsiderata, continuano ad alimentare l'odio e la divisione. Una società sana e con voglia di riscatto, dovrebbe puntare tutto sul bene comune portato avanti con sforzo e intenzioni comuni, senza queste cose continueremo ad affondare e con noi chi verrà dopo di noi. Sembra un discorso da preti? Sarà quello che vi pare, ma chi ci ha provato inizia a vedere i risultati. Ciao
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