E’ devastante il solo pensiero di assistere impotenti all’ennesima, tragica fine di un giovane della nostra Città.
Era poco più di un bambino Eugenio, trovato esanime su una panchina vicino al Municipio.
Ed allora, quando queste tragedie toccano le nostre famiglie, si trova la forza per uscire dal guscio di egoismi e miopie che ci inducono troppo spesso ad occuparci di problemi legati più all’assetto del territorio che alla vita delle persone. Solo allora si comprende appieno che tutte quelle situazioni che sembrano fondamentali per la vivibilità e la valorizzazione del nostro contesto urbano, impallidiscono al cospetto di quella che è da tempo immemorabile la piaga più nefasta di Martinsicuro.
Diventa quasi automatico a quel punto, che tutti si affannino ad analizzarne le cause ed a cercare le soluzioni.
Era poco più di un bambino Eugenio, lo ricordo pieno di sana vitalità.
Non avrei mai immaginato che i venditori di morte potessero ghermirlo con il loro ghigno satanico.
Possiamo spenderci per qualunque tipo di soluzione.
Rendere più efficienti i servizi sanitari, monitorare attentamente le situazioni più a rischio, creare strutture per i giovani ed il tempo libero, formare la coscienza degli adolescenti sugli effetti letali degli stupefacenti: va bene tutto. Ma se non si riparte dall’obiettivo di impedire con tutte le energie possibili che la nostra continui ad essere zona franca per i venditori di morte, ogni altro rimedio potrebbe risultare evanescente.
Questo è il momento del silenzio e della tristezza più profonda.
Oggi abbiamo perso tutti.
Era poco più di un bambino, Eugenio…
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