Poiché Città Attiva
non ama deludere le aspettative di nessuno, eccoci puntuali a titolare un altro post con le parole della nostra lingua madre. D’altra parte, qualcuno di noi (che non ha nulla da ostentare al di fuori dell’orgoglio di appartenere ad un gruppo straordinario) apprezza il ricorso saltuario alle locuzioni latine e, pur impegnandosi a fondo per evitarlo, ha pensato bene di raccogliere l'invito di questi gentili amici che, avendo
denominato la loro impresa Res Agraria, ci hanno fornito un ottimo spunto per replicare, con l'auspicio di non annoiare nessuno.
Non abbiamo mai nascosto la nostra predilezione per l’analisi delle dinamiche di spesa che molto spesso costituiscono il tratto distintivo di un’azione amministrativa.
Può accadere, allora, che accanto ad uscite molto rilevanti per il bilancio comunale, se ne possano affiancare altre che lo sono meno, ma la cui effettiva necessità non va mai data per acclarata.
Oggi abbiamo il piacere di informare i nostri gentili visitatori su quella che è la spesa documentata per il servizio di illuminazione pubblica, gestito attraverso una convenzione CONSIP dalla Società Publiluce. Moltiplicando per 12 l’importo della
fattura allegata alla determina si ottiene la bella cifra di Euro 378.899,04 al cui confronto i 287.728,44 spesi nel 2007 rischiano di impallidire (+ 31,7%).
Se a questo aggiungiamo che diverse lavorazioni legate alla manutenzione dei lampioni vengono liquidate come prestazioni straordinarie (infatti sul documento si parla di canone provvisorio, segno evidente che dovremmo attenderci quanto meno una fattura di conguaglio) e che dall’1 Giugno 2008 la qualità del servizio è andata progressivamente scemando, si capisce bene che siamo in presenza, verosimilmente, di una delle scelte meno felici dell’ultimo quinquennio.
La Res Agraria non l’abbiamo scomodata perché consideriamo eccessivi i 600 Euro richiesti. Ma soltanto perché riteniamo che le indagini sulle singole piante presenti nelle nostre vie si stiano ripetendo con particolare frequenza (alcuni mesi fa sono stati spesi in un sol colpo 1.350 Euro per una perizia agronomica su alcune specie botaniche posizionate in Piazza Cavour!).
Se osserviamo bene gli oltre 300 pini presenti nella nostra Città si riscontrano anomalie di carattere statico in almeno la metà degli esemplari, per cui procedere a macchia di leopardo rincorrendo segnalazioni a spot, produce soltanto una spesa poco oculata, anche se non eccessiva.
Occorre, invece, procedere ad uno studio serio ed analitico per contenere l’avanzamento delle radici dei numerosi pini posizionati nella parte Nord di Via Roma, in Via Colombo, in Via Marconi ed in Via Battisti, che oltre a costituire un costante pericolo per la pubblica incolumità, continuano a danneggiare la pavimentazione dei marciapiedi deprimendo ulteriormente il decoro urbano e generando i presupposti per ulteriori uscite legate al ripristino dello stato dei luoghi.
Non ce ne voglia nessuno, ma la cosa pubblica gestita con illuminante parsimonia è molto più importante della cosa agraria.
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