Anche se la nostra Città è assillata da problemi annosi ed irrisolti, non possiamo esimerci dall’esprimere una valutazione di principio in ordine ai tristi accadimenti giudiziari che stanno interessando la nostra Regione.
Va premesso che chi scrive non è mai stato ammaliato dalle sirene giustizialiste e che la nostra Associazione ha un rispetto assoluto per la presunzione d’innocenza riconosciuta dalla Costituzione; per cui auspica che il lavoro della magistratura venga portato a compimento avendo come unica stella polare l’accertamento della verità.
E’ incontrovertibile, tuttavia, il giudizio di grave fallimento dell’attuale classe dirigente abruzzese: senza dimenticare che le scelte scellerate in materia sanitaria trovano importanti presupposti nell’azione dei precedenti esecutivi, va rimarcato che la giunta appena decapitata ha impresso un’accelerazione determinante e per molti versi letale a quei meccanismi, che sono figli del consociativismo più odioso e di quella politica che si regge sulla centralità di partiti disposti a reclutare individui privi d’ogni scrupolo e proprio per questo destinati ad implodere prima ancora di assumere una dimensione strutturale credibile. Proprio così: coloro che da un anno a questa parte si sono riempiti la bocca con il decantato rinnovamento, hanno in realtà tradito il mandato popolare ricevuto dall’onesta e laboriosa gente d’Abruzzo.
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